"Rendiamo nota la lettera che il Presidente dell'Anpi di Genova ha rivolto agli organismi dirigenti dell'Anpi genovese a commento della vittoria del No che l'Anpi ha sostenuto con tutte le sue forze, è una bella lettera che evidenzia l'alta posta che si è giocato con questo referendum per la difesa della libertà e della democrazia nel nostro paese
Circolo Culturale Proletario di Genova"
A tutte le sezioni e ai componenti gli organismi dirigenti dell'ANPI di Genova
Care compagni e compagne,
Siamo ,finalmente, arrivati in fondo a questa straordinaria avventura.
Ha vinto col NO alla riforma Costituzionale, la ragionevolezza e la ragione.
Ha vinto la consapevolezza che c'era una scelta ponderata da fare e le donne e gli uomini del nostro Paese l'hanno fatta andando in massa a votare, come da tempo non succedeva, ed esprimendosi in un modo inequivocabile che non lascia spazio ad interpretazioni di comodo.
La Costituzione voluta dai nostri padri e dalle nostre madri resta e se modifiche ci sono da fare vanno fatte coinvolgendo i cittadini dal basso in un processo condiviso e frutto di un dibattito collettivo che investa tutto il Paese.
Certo con le forze politiche, tutte, ma sapendo cogliere le sensibilità e i suggerimenti che provengono da tutte le pieghe della società, dell'associazionismo, dalle confederazioni sindacali, insomma, dall'insieme della realtà viva italiana.
Abbiamo assistito ad inquietanti manipolazioni della realtà a petizioni o lettere strampalate, anche ad usi scorretti dei nostri stessi simboli.
Non sono mancati movimenti inediti e disperati generati da ordini di scuderia esterni che hanno provato a generare tensioni e divisioni che volevano inficiare non solo la nostra autonomia , ma le stesse decisioni congressuali, fatto questo inedito con la storia della nostra associazione.
E' stata invece straordinario quello che abbiamo saputo dare e fare in questi due anni e nella campagna referendaria durata praticamente 12 mesi.
In questa occasione, ma non avevo dubbi, tutti voi avete saputo esprimere al meglio il nostro NO che è stato e deve restare un dovere statutario.
C'è stata in ogni nostra azione la consapevolezza che bisognava esserci perchè quel tentativo di dare uno strappo alla nostra democrazia non poteva non vederci schierati e in campo.
Così è stato con le iniziative, i confronti i dibattiti e le continue spiegazioni che hanno fatto comprendere fino in fondo, a tutti noi ed ai cittadini italiani, la posta in gioco, la vera portata del quesito del 4 dicembre.
E’ grazie a voi tutti se chiunque ha potuto vedere e capire che L'ANPI continua ad agire secondo il principio non negoziabile della sua e più completa autonomia.
Questo si è avvertito anche a Genova, in città come in provincia, ed i risultati del voto sono lì a dimostrarlo.
I genovesi hanno saputo decifrare i messaggi scindendo tra serietà e propaganda, tra improvvisazione e volontà riformatrice.
Lo abbiamo verificato nelle innumerevoli iniziative reali senza toni bellicosi, senza attacchi pregiudiziali, senza dichiarazioni opportunistiche.
Dove ogni volta é emersa da parte delle persone che abbiamo coinvolto, la ragione e la volontà di costruire insieme un mondo dove si pretende rispetto e partecipazione, sempre.
Un grazie particolare a tutti e a tanti "compagni di strada", in particolare la CGIL, la Comunità di San Benedetto e ad altre associazioni, che hanno dato vita a “Costituzione e Democrazia”; senza dimenticare le forze politiche della Sinistra , l'ARCI e i tanti ragazzi e ragazze che hanno voluto essere dalla parte della nostra Costituzione e far parte di chi pensa che sarebbe ora di conoscerla meglio per raccontare nel dettaglio dei diritti che essa assegna, dei valori che esprime, dell'identità preziosa del nostro Paese che essa contiene.
Insomma sarebbe ora che finalmente venisse applicata e tutti ne avremmo un giovamento.
Ecco perchè continueremo a batterci, perchè quella Carta non è solo la nostra storia, ma può e deve essere il programma politico che chiunque intenda governare il Paese, deve riconoscere come base fondante della nostra democrazia.
La vittoria del No è una vittoria anche nostra, ma soprattutto una vittoria della democrazia e della partecipazione dei cittadini: è la vittoria della Costituzione.
Grazie compagne, grazie compagni per tutto il tempo che avete dato per questa nostra battaglia e voglio ringraziare anche le vostre famiglie che hanno rinunciato ad avervi vicino in tanti giorni di questi mesi perché sapevano che nella decisione che c'era da prendere il 4 dicembre c'era tanto del futuro della nostra democrazia.
Un forte abbraccio a tutti
Massimo Bisca